Arrivó come un fulmine a ciel sereno la notizia che Raffaella Carrá non aveva mai inciso nè tanto meno cantato in pubblico la canzone "Maracaibo", che essa invece era stata scritta e interpretata dalla carneade "Lu Colombo", e che l'irascibile Miguel in origine si chiamava Fidel (indovinate quale)... Se una certezza così consolidata può cadere in maniera tanto improvvisa niente di quello che esiste si può considerare eterno... Abriamo si trovó definitivamente d'accordo con Karl Popper...una teoria è valida finché non viene falsificata...l'incertezza governava il mondo.
sabato 31 agosto 2013
Amor ch' a nullo amato amar perdona/ non ditelo ai peperoni.
Quella mattina tutto questo si era concretizzato.
venerdì 30 agosto 2013
Cronaca di una proposta
Dicevo, per tornare al discorso iniziale, che Mongoose ha sempre accolto le novità con entusiasmo, ed alla proposta di scrivere in un blog non ha potuto fare altro che accettare senza pensarci nemmeno mezza volta. Scrivere gli è sempre piaciuto e gli è sempre riuscito discretamente bene, contrariamente da quello che pensavano le sue insegnanti di Italiano del liceo (due capre ignoranti). Anni fa aveva anche provato a scrivere un romanzo fantasy. Idea messa da parte, momentaneamente, ma non del tutto abbandonata.
Mongoose è un tipo abbastanza silenzioso, taciturno, che apre bocca in pochissime occasioni e solo se strettamente necessario. Timidezza? Anche. Sarebbe capace di starsene zitto in silenzio per ore senza che la cosa lo scomponga minimamente. A sopperire a questa mancanza di loquacità, però, c'è la capacità di sapere ascoltare.
Sostanzialmente è un tipo silenzioso, però...dategli un pezzo di carta e una penna, oppure un pc con una tastiera che le cose cambiano radicalmente. Da taciturno e timido diventa più loquace e "sfacciato", dispensando parole, consigli e battute a destra e a manca. Un po' quasi come un fiume uscito fuori dai suoi argini che non sa dove inondare prima. Ma parliamo di cose più serie. Come è arrivato Mongoose a scrivere su un blog?
Era una sera di qualche giorno fa che il suo cellulare si mise a squillare. Al telefono era Saraa. <<Avranno dimenticato qualcosa qui..>> pensò Mongoose. In effetti qualcosa l'avevano dimenticata. <<Mongoose, ci siamo dimenticati di dirti che vogliamo aprire un blog e scriverci tutti insieme..vuoi partecipare anche tu?>>. Seguirono una serie di parole di cui Mongoose non capì il senso all'inizio, ma una volta afferrato il concetto la sua risposta fu rapida e sicura. <<Sì..ci sto!>>. Anche se ancora non aveva ben capito cosa doveva fare esattamente. Poggiò il cellulare sulla scrivania e sorrise tra sè. Finalmente aveva la possibilità di raccontarsi al mondo. Finalmente aveva trovato un modo per sentirsi meno "prigioniero" della Villa in cui viveva da qualche anno. Finalmente aveva trovato un modo per stare più vicino ai suoi amici. Finalmente! Passarono pochi istanti prima che il suo cervello andasse in tilt a causa delle troppe domande che si stava già ponendo. <<Cosa scrivere? Questo potrebbe andare bene? Forse è poco serio. Forse è una cavolata>>. Sono solo alcune delle cose che gli passarono per la testa. Poi andò a letto. Per quella giornata aveva già faticato abbastanza.
La giornata seguente passò in trepidante attesa di conoscere il nuovo blog, il filo rosso che avrebbe reso ancora più forte il legame tra sei persone diverse, di vederlo con i suoi occhi, di poterci scrivere sopra, un posto dove poter lasciare una parte di sè. Un po' come un Horcrux, harrypotterianamente parlando.
La sera il suo cellulare squillò di nuovo. Questa volta era Therese, ma dal numero di Abriano. Bastarono pochi minuti perchè Mongoose, sotto la guida di Therese, potesse entrare a far parte del blog a tutti gli effetti. Sorrise nuovamente tra sè e, nuovamente, le stesse domande della sera precedente tornarono ad affollare il suo cervello. La partita era appena cominciata. Non restava che giocarla fino in fondo adesso. Non importa se bene o male, ma l'importante era giocarla. Era dentro e non poteva tirarsi indietro.
<<Se vuoi puoi essere il primo a scrivere>> scrisse Saraa tramite un sms, anche se le parole esatte furono: <<Se lo vuoi sbagnare..>>. Ma il senso è quello. <<Non sono ispirato!>> si limitò a rispondere Mongoose.
Passò un altro giorno. Qualcuno aveva già scritto qualcosa, mentre Mongoose ancora restava in silenzio, disteso a letto, a riflettere. Fu la mattina seguente che qualcosa cominciò a smuoversi. Forse ispirato dall'odore di frittura che saliva dal piano di sotto, o forse dalla pioggia che aveva contribuito a creare l'atmosfera giusta. Ma fu Sonia a dare l'input finale. <<Non hai ancora scritto nulla? Lo abbiamo già fatto tutti!>>. E così Mongoose si mise al pc e cominciò a scrivere, cancellare, riscrivere, correggere, aggiustare, ricancellare, aggiungere. Una parola dietro l'altra. Fino a quando bastarono due tasti ed un click del mouse (connessione tramite cellulare permettendo) per lasciare la sua impronta.
Saraa contro i mulini a vento
giovedì 29 agosto 2013
Uomo vs Natura. Cap.1 - Incontri ravvicinati del terzo tipo
Un bel giorno d'estate il piccolo Timmy uscì con suo fratello Jimmy per giocare ai giovani esploratori...una volta fuori dalla sua casetta buia la prima missione fu quella di salire le scale fino al soffitto...l'impresa si dimostró subito ardua per due giovani con gli arti ancora troppo corti per fare certi sforzi.dopo aver scalato la prima rampa Jimmy si voltó soddisfatto verso Timmy, tre scalini piu in basso, ma quello che vide fu la faccia terrorizzata del fratello e subito dopo più niente. ..un enorme zampa lo schiacció senza dargli il tempo dell'ultimo sospiro. Jimmy vide due esseri giganteschi. Uno dei due con una voce terrificante ordinava all'altro qualcosa di incomprensibile e l'altro, nonostante fosse più grande, obbediva senza indugio...Timmy riuscì a fuggire dopo una corsa a perdi fiato e si rifugió nella sua casa buia...raccontó tutto al suo vecchio nonno che con la sua voce gentile da scarafaggio gli spiegó:sono gli uomini Timmy, una specie infestate.
Baiafelice
Oltre il muro
Tante volte Saraa si ritrova sola davanti a quel muro bianco... a fissarlo e rimirarlo. Non è l'unico attorno a lei, ce ne sono almeno altri 4... quasi una piccola scatola bianca senza neanche una finestra.
Spesso quei muri stretti e vuoti la rendono triste. Si sente come in prigione... senza vie d'uscita!
Finché tutto il suo rimuginare non viene interrotto da qualcosa... oltre quel muro bianco e sterile Saraa sente un altro mondo... fatto di urla, voci, pianti e canzoni.
E allora quel triste muro, troppo vuoto, diventa un grande tela su cui dipingere e intrecciare mille racconti.
Chissà perché quel bimbo piange?
Chissà di chi è questa voce meravigliosa?
Sarà una mamma che cerca di calmare il suo bambino oppure sarà una giovane piccola donna che vuole coprire i suoi singhiozzi con questa melodia?
Adesso nella stanza Saraa non è più sola, ha intorno tante storie che rendono quel muro bianco un meraviglioso intreccio di vite e di colpo le sue giornate sono un po più leggere e colorate!
Così anche dentro la sua piccola scatola bianca, in apparenza così lontana dal mondo, Saraa sa che ogni giorno è diverso... che non saprà mai quale storia l'aspetta domani OLTRE QUEL MURO.
Dedicato a noi
La musica è emozione
La musica è emozione.