giovedì 29 agosto 2013

Baiafelice

Il sole si immergeva lentamente nel mare blu mentre colorava l’orizzonte di rosso. Il tramonto regalava ogni giorno uno spettacolo diverso dal belvedere di Baiafelice, i più anziani si appostavano nelle panchine pensando quante altre volte avrebbero potuto godere di quello spettacolo, le coppiette approfittavano dell’atmosfera romantica per coccolarsi. La maggior parte degli abitanti di Baiafelice passava frettolosamente dal belvedere pensando alle mille faccende da svolgere. Giulio invece quel giorno non voleva correre, era accaldato come tutti, ma lo scirocco Siciliano non lo infastidiva. Era immerso nei suoi pensieri, si sentiva in trappola. Amava il suo paese ma non vi vedeva il suo futuro. Definiva la sua casa come una gabbia d’oro e il suo paese gli sembrava il paese dei balocchi. Rientrando a casa, percorrendo la piazza centrale vide i preparativi per un altro grande evento, chissà quale cantante si sarebbe esibito. Svoltò l’angolo e mentre percorreva la via di casa sua fu invaso dall’odore di frittura proveniente dalla nuova focacce ria, gli venne un po’ di fame e ne fu felice. Salendo le scale udiva la madre e la sorella indaffarate nel preparare la cena, ma l’attenzione di Giulio venne catturata dalla sua immagine riflessa nello specchio. Stava invecchiando senza crescere. Aveva perso gran parte dei capelli  nella sommità del capo, e delle enormi occhiaie contornavano i suoi grandi occhi castani. Nel complesso in viso non era male con lineamenti marcati, labbra carnose e barbetta incolta per compensare la calvizie.
<<Devi darti una mossa o morirai all’università>> disse alla sua immagine riflessa. Ormai la laurea era diventato il suo chiodo fisso, non pensava ad altro che agli esami rimanenti prima del grande traguardo. L’università gli faceva paura sin dal primo giorno, in cui da bambino aveva udito che esisteva una scuola per grandi chiamata università. Quel giorno aveva provato un grande vuoto nello stomaco, e lo provava ancora oggi ogni qualvolta pensava a ciò che doveva studiare.
Voleva finire presto i suoi studi così da poter essere indipendente, così poteva crescere e invecchiare allo stesso tempo.

Decise che il suo destino non sarebbe cambiato quella sera, per cui dopo una bella doccia rinfrescante, indossò un paio di jeans e una polo azzurra, si spruzzò il suo profumo preferito e si diresse dalla sua bella Sonia. L’unica donna al mondo che aveva un effetto calmante su di lui. 

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