Alice sapeva che se avesse mangiato quel fungo, si sarebbe rimpicciolita, ma lo mangiò.
Tutti intorno a lei ballavano quindi provava a dimenarsi in modo aggressivo, c'era buio pesto e la musica alta faceva vibrare i timpani- Di tanto in tanto qualcuno le stringeva le natiche cercando una profonda eccitazione in un gesto poco sensuale.
Alice si concedeva a tutti e si concesse anche quella notte, sopra un lavello sporco di mascara e vomito. Una puzza di piscio ancora caldo saliva dal gabinetto accanto.
Aveva le mani intorno a delle spalle larghe di quell'uomo di cui non conosceva il nome e sussultava ogni volta che lui contraeva i lombi. Forse voleva un figlio, Alice, ma non sarebbe arrivato in questo contesto.
Non avrebbe baciato il ragazzo che la stava possedendo perché le faceva schifo baciare senza amore; qualcuno guardava da lontano con il sesso visibilmente eccitato e ad Alice non importava per nulla. Per sfida, guardava l'osservatore e inarcava la schiena per procurarsi un piacere più profondo. Poi gemette sussurrando.
Si svegliò in un letto che non era suo, scorse la sua sciarpa di lana verde e tornò di corsa a casa, non sapeva se quel ricordo notturno e sfocato si riferisse a un sogno.
A volte odiava finire nel Paese delle Merevoglie.
Alice era sicura che non avrebbe più fatto uso di droghe o funghi allucinogeni.
E così fu.
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