…..Sonia vide uno strano uovo rotto che faceva pigolii. “Le uova rotte non fanno pigolii” pensò, “a
meno che….a meno che dentro non ci sia un pulcino!”. Con tanta voglia di
gettare a terra la prigione del piccolo Pio Sonia si diresse alla luce per
guardare meglio. Stava per rompere ciò che rimaneva del guscio quando Giulio la
fermò. <<NO! Deve riuscire ad uscire con le sole sue forze, è la
natura!>>. Faceva freddo e Sonia sapeva che il caldo era necessario per
mantenere in vita il piccolo. Iniziò a tenerlo stretto a sé, contro il suo seno,
e trovato un posto caldo aspettarono. Entrambi con amore si guardavano e
guardavano il piccolo che tentava la nascita incolume. Nell’attesa forte era la
tentazione di sostituirsi alla natura, di spaccare quel fragile guscio per gli
umani, ma freddo cemento per un pulcino. Sonia si chiese se mai un giorno
sarebbe riuscita a far scorrere la natura per far crescere i suoi piccoli nella
totale libertà permessa. Cercò la risposta, non fu immediata. I minuti passavano
veloci ma ahimè lenta era la venuta al mondo. Così, nell’impossibilità di
prolungare la veglia fino al mattino, Sonia si diede un orario: <<alle
2.30 andrò a casa>>. Giulio non diede risposta, ma annuiva col cuore alle
esigenze di Sonia. 1.40 e il pulcino non accennava a venire alla luce. A poco
servivano gli incitamenti degli umani, ma più tardi qualcosa accadde. Forte e
temerario Pio si decise a nascere. A poco a poco la testa uscì totalmente dal
guscio e fu allora che Sonia si accorse con sorpresa che il naso era naso, ed
il puntino che vedeva nel naso non era l’occhio. Quest’ultimo uscì grande e
vittorioso e scrutava imperterrito sonia. Tutto il corpicino fragile e bagnato
era ancora dentro, ma dopo la testa non ci volle molto a vederlo scorrazzare impacciato nei
suoi primi minuti di vita. In un trionfo di pigolii pio nacque: erano le 2.30.
…..
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