mercoledì 4 settembre 2013

Alice nel paese delle Merevoglie - 100

Alice quel giorno restò al letto.
Non si alzò, non mangiò, non si lavò e nemmeno - immaginando la cosa (quasi) più ovvia da fare a letto - dormì.

Si concentrò invece sulle sue voglie.
A partire dal desiderio di far colazione a letto (ma a servirla non era il coniglio), per finire con quello di essere strattonata per bene quando si catapultava con la mente nel Paese delle Merevoglie.

Quando finiva là, si intrecciavano odori aspri di sudore e umori, si sentiva sfiorata da almeno quattro mani in tutto il corpo, violentemente stringevano il suo seno, i suoi fianchi e la sua schiena.
Di colpo si ritrovava rannicchiata in posizione fetale mentre tutto intorno a lei era umido. Era l'utero di sua madre. Poi qualcuno la avvolgeva e sentiva il calore della pelle che sfrega, poi sentiva il turgore del membro di un uomo possente.D'un tratto si ritrovava in una stanza con le pareti bianche piena di cuscini bianchi. E anche lei era bianca quand'ecco che il mistero della vita si compiva tra le sue gambe e una goccia calda di sangue rosso scendeva tra le sue cosce semiaperte.


Poi qualcuno la strattonò. 
Era vogliosa di strattoni. Era di nuovo a letto.

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