La specie umana è tra le specie esistenti la più strana e
bizzarra. Infatti gli umani si riuniscono in massa nelle piazze, negli stadi,
nelle arene per sentire cantare uno di loro. Nessun’altra specie potrà mai
capire l’azione di tale gesto. Per capire il comportamento di noi umani
dovrebbero prima capire, provare, assaporare le Emozioni. Per il resto il
comportamento umano è paragonabile a quello animale, gesti compiuti per bisogni
fisiologici, la caccia, la lotta per il territorio, l’istinto procreativo.
Proprio l’istinto procreativo insito in ogni specie vivente
aveva sempre attratto Giulio. Quella FORZA DELLA NATURA che avrebbe spinto ogni
adulto a dare la vita pur di tramandare i propri geni. Questo istinto talmente
forte che si era impossessato anche delle emozioni umane, che riguardo la
procreazione, nei secoli, avevano costruito castelli su castelli rendendo quasi
innaturale il gesto procreativo. Per gli animali la storia è ben diversa,
seguono l’istinto e vanno avanti senza remore religiose o sociali.
Giulio amava osservare il comportamento degli animali, aveva
avuto cani, gatti, cocorite, tartarughe. Adesso sotto il suo occhio vigile c’erano
gallo e galline. I polli si sa non brillan per genio, ma una gallina aveva
lasciato senza parole il povero Giulio. Un pomeriggio di mezza estate, Giulio
come al solito si diresse in campagna per nutrire gli animali della sua piccola
fattoria. Giunto nel pollaio notò che una gallina era letteralmente scomparsa,
Giulio non riuscì a trovarla. Amareggiato tornò a casa promettendosi che non si
sarebbe dato per vinto. L’indomani pomeriggio iniziò la ricerca per tutta la
campagna, e con sua grande sorpresa trovò la gallina nascosta tra i cespugli
che covava ben 17 uova. L’aspirante mamma non si fece avvicinare da nessuno per
i restanti giorni di cova, non si alzava nemmeno per i propri bisogni
fisiologici. L’istinto procreativo le diceva che non doveva abbandonare le sue
uova. Trascorsi i famosi 21 giorni di cova, Giulio non sentiva pigolii, pensò che
la cova fosse andata a male e voleva togliere le uova. Da parte sua la gallina
non demordeva e continuava imperterrita a covare, così Giulio lasciò che la
natura facesse il suo corso. L’impegno della gallina venne premiato con la
nascita di tre splendidi pulcini che riempivano di pigolii l’intera campagna. Mamma
gallina continuava a covare pur badando i nuovi nati. La sera successiva Giulio
portò Sonia in campagna, che entusiasta di vedere i pulcini si diresse
immediatamente, armata di torcia, verso la chioccia con i pulcini. Non appena
illuminò il pollaio rimase di stucco per ciò che vide…..
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