domenica 1 settembre 2013

Le grandi e le piccole cose (segue)

Il malditesta avanzava. Il puntatore lì a lampeggiare ma le pagine non si arricchivano: bianche come la luna fissavano il triste viso di sonia. Mille cose per la testa, zero nei fatti. A consolarla erano altri interessi. Passeggiate, incontri, chiacchierate, scoperte. Peccato che il tutto avveniva in rete! Seduta in una immaginaria poltrona da teatro osservava compiacente l’intrattenimento virtuale. Mancavano solo gli applausi, il pagamento del biglietto, la condivisione con gli amici, la presa d’aria fresca, lo spostamento in auto, l’aperitivo, i commenti finali, il rinfresco, la ricerca del parcheggio, gli insulti dei parcheggiatori, le avances degli addetti, il fumo di sigaretta, la noia, il pensare “ma quando finisce?”, lo stress del mattino seguente, gli incontri spiacevoli, la ricerca dell’acqua ed infine la richiesta del bis. Per il resto era come stare a teatro! “Una piccola pausa e mi rimetto a lavoro” pensava Sonia. E intanto il tempo egoista trascorreva. Il tempo passato è passato e la noia sempre più vorace diventava. Uno strano giorno soddisfatta del lavoro Sonia decise di pensare un po’ per sé. “Che bello posso navigare senza pensieri finalmente” era il suo pensiero muto! La dinamicità dell’orologio fece scorrere i minuti. E proprio quando il cinque si trasformò in sei, Sonia sussultò. In fretta si diresse in bagno, rispose al telefono, si lavò i denti e scappò di casa bofonchiando qualcosa ai suoi. Erano le 21.36 minuti e Sonia era in ritardo per la riunione. Prima di rispondere al telefono si chiese cosa doveva rispondere. Dopo gli insostenibili insulti di Therese per i precedenti ritardi, angosciante era l’idea di un rimprovero al telefono. Dubitò ma alla fine decise. Rispose al telefono facendo credere allo sfortunato interlocutore di stare dormendo a causa di un malditesta insopportabile che non la lasciava in pace. E meno male che il mal di testa l’aveva davvero, altrimenti sarebbe stato difficile nascondere, una volta giunta all’appuntamento, la verità sepolta. Almeno fino ad ora.  

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