lunedì 16 settembre 2013
Alice nel paese delle Merevoglie - 99
domenica 15 settembre 2013
Uno sguardo... nel passato.
martedì 10 settembre 2013
Uomo vs Natura cap.3 - Una fine ingloriosa
Jared amava volare. Lo faceva fin da quando era giovane, come suo padre e suo nonno prima di lui. Amava tutto del volo...la sensazione di essere schiacciato indietro durante il decollo, la libertà del volo,la precisione degli atterraggi. Soprattutto amava il rischio, l'ebbrezza della picchiata, la pazzia dei giri drlla morte.
Un giorno del 39 il suo popolo dichiarò guerra a un popolo vicino. I motivi della guerra erano i soliti, quelli che tutti ipotizzavano e nessuno conosceva. Dopo diverse battaglie e innumerevoli morti si combattè finalmente l'ultimo atto del conflitto, quello del tutto o niente. Sarebbe stata una battaglia aerea. Jared fu il migliore. Voló, planò, andó in picchiata. Abbattè decine di nemici e i suoi vinsero la battaglia e la guerra...
Poi sentirono un boato e un aereo li prese in pieno. Della prima compagnia di piccioni rimase solo qualche piuma.
domenica 8 settembre 2013
Settembre.
mercoledì 4 settembre 2013
Alice nel paese delle Merevoglie - 100
Di colpo si ritrovava rannicchiata in posizione fetale mentre tutto intorno a lei era umido. Era l'utero di sua madre. Poi qualcuno la avvolgeva e sentiva il calore della pelle che sfrega, poi sentiva il turgore del membro di un uomo possente.D'un tratto si ritrovava in una stanza con le pareti bianche piena di cuscini bianchi. E anche lei era bianca quand'ecco che il mistero della vita si compiva tra le sue gambe e una goccia calda di sangue rosso scendeva tra le sue cosce semiaperte.
eriseD stra ehru oyt ube cafru oyt on wohsI
martedì 3 settembre 2013
Gli uomini e gli ulivi
La mamma e i figli (segue)
Uomo vs Natura cap.2 - Giustizia sommaria
Jack aveva 14 anni quando accadde l'impensabile...due uomini vestiti di nero e a volto coperto erano entrati a casa sua armati e pronti a chissà quale misfatto. Lui, nonostante l'età era già fatto e cresciuto e non si spaventava certo di qualche intruso. In altre occasioni aveva già affrontato tipo del genere con strane macchine fotografiche e attrezzature all'avanguardia per azioni di spionaggio degne dei migliori film d'azione. ..questa volta però aveva reagito ed era riuscito ad avere la meglio sui suoi avversari. A modo suo, ovviamente. Non avendo un'arma aveva reagito con spintoni e qualche morso. Gli intrusi erano stati battuti. Jack era felice. Poi, all'improvviso, altri uomini entrarono in casa sua. Pensava che venissero per i due uomini in nero, ma a venir catturato e legato fu lui stesso...Fu trascinato in una cella in attesa del suo destino. Giá si vedeva con la palla di ferro serrata e una museruola alla hannibal lecter. Si sbagliava...la pena per gli squali che mordono i sub è la morte.
La Mamma e i figli
19 giorni 8 ore e 7 minuti
Mancano ancora 19 giorni, 8 ore e 7 minuti all'arrivo dell'autunno ma per Saraa l'estate è già finita.
Lei adora i pomeriggi al mare -e per mare si intende proprio in acqua-, le cene in terrazza, i tramonti in spiaggia, le serate in giro... ma più di tutto Saraa adora passare il tempo con i suoi amici e il suo amato Abriano.
Ora pero' Saraa si sente come un bimbo a cui hanno rubato le caramelle.
È triste :-(
Ama davvero il suo lavoro anche se le prende molto tempo e sa che i suoi amici e il suo amore ci saranno sempre per lei seppur lontani... ma le dispiace proprio tanto vederli andare via... loro in città e lei sola in paese. Le mancheranno tantissimo!
Ovviamente troverà un modo per far passare il tempo ma niente sarà come una lunga chiacchierata con Sonia... una lite con Therese... o come le ore passate con Abriano.
Saraa sa che loro non vanno a giocare quindi cerca di non farglielo notare. Li aspetterà pero' ogni venerdì con un mega sorriro sulle labbra e con tanta voglia di coccolarli un po'. Loro forse neanche lo noteranno ma spupazzarseli sarà la sua missione settimanale quando potrà e anche se per poche ore.
Si, manca ancora qualche giorno all'equinozio d'autunno ma per Saraa l'estate è finita con la domanda 《 Quando andate via?》
domenica 1 settembre 2013
Le grandi e le piccole cose (segue)
Le grandi e le piccole cose
sabato 31 agosto 2013
L'angoscia dell'incertezza
Arrivó come un fulmine a ciel sereno la notizia che Raffaella Carrá non aveva mai inciso nè tanto meno cantato in pubblico la canzone "Maracaibo", che essa invece era stata scritta e interpretata dalla carneade "Lu Colombo", e che l'irascibile Miguel in origine si chiamava Fidel (indovinate quale)... Se una certezza così consolidata può cadere in maniera tanto improvvisa niente di quello che esiste si può considerare eterno... Abriamo si trovó definitivamente d'accordo con Karl Popper...una teoria è valida finché non viene falsificata...l'incertezza governava il mondo.
Amor ch' a nullo amato amar perdona/ non ditelo ai peperoni.
Quella mattina tutto questo si era concretizzato.
venerdì 30 agosto 2013
Cronaca di una proposta
Dicevo, per tornare al discorso iniziale, che Mongoose ha sempre accolto le novità con entusiasmo, ed alla proposta di scrivere in un blog non ha potuto fare altro che accettare senza pensarci nemmeno mezza volta. Scrivere gli è sempre piaciuto e gli è sempre riuscito discretamente bene, contrariamente da quello che pensavano le sue insegnanti di Italiano del liceo (due capre ignoranti). Anni fa aveva anche provato a scrivere un romanzo fantasy. Idea messa da parte, momentaneamente, ma non del tutto abbandonata.
Mongoose è un tipo abbastanza silenzioso, taciturno, che apre bocca in pochissime occasioni e solo se strettamente necessario. Timidezza? Anche. Sarebbe capace di starsene zitto in silenzio per ore senza che la cosa lo scomponga minimamente. A sopperire a questa mancanza di loquacità, però, c'è la capacità di sapere ascoltare.
Sostanzialmente è un tipo silenzioso, però...dategli un pezzo di carta e una penna, oppure un pc con una tastiera che le cose cambiano radicalmente. Da taciturno e timido diventa più loquace e "sfacciato", dispensando parole, consigli e battute a destra e a manca. Un po' quasi come un fiume uscito fuori dai suoi argini che non sa dove inondare prima. Ma parliamo di cose più serie. Come è arrivato Mongoose a scrivere su un blog?
Era una sera di qualche giorno fa che il suo cellulare si mise a squillare. Al telefono era Saraa. <<Avranno dimenticato qualcosa qui..>> pensò Mongoose. In effetti qualcosa l'avevano dimenticata. <<Mongoose, ci siamo dimenticati di dirti che vogliamo aprire un blog e scriverci tutti insieme..vuoi partecipare anche tu?>>. Seguirono una serie di parole di cui Mongoose non capì il senso all'inizio, ma una volta afferrato il concetto la sua risposta fu rapida e sicura. <<Sì..ci sto!>>. Anche se ancora non aveva ben capito cosa doveva fare esattamente. Poggiò il cellulare sulla scrivania e sorrise tra sè. Finalmente aveva la possibilità di raccontarsi al mondo. Finalmente aveva trovato un modo per sentirsi meno "prigioniero" della Villa in cui viveva da qualche anno. Finalmente aveva trovato un modo per stare più vicino ai suoi amici. Finalmente! Passarono pochi istanti prima che il suo cervello andasse in tilt a causa delle troppe domande che si stava già ponendo. <<Cosa scrivere? Questo potrebbe andare bene? Forse è poco serio. Forse è una cavolata>>. Sono solo alcune delle cose che gli passarono per la testa. Poi andò a letto. Per quella giornata aveva già faticato abbastanza.
La giornata seguente passò in trepidante attesa di conoscere il nuovo blog, il filo rosso che avrebbe reso ancora più forte il legame tra sei persone diverse, di vederlo con i suoi occhi, di poterci scrivere sopra, un posto dove poter lasciare una parte di sè. Un po' come un Horcrux, harrypotterianamente parlando.
La sera il suo cellulare squillò di nuovo. Questa volta era Therese, ma dal numero di Abriano. Bastarono pochi minuti perchè Mongoose, sotto la guida di Therese, potesse entrare a far parte del blog a tutti gli effetti. Sorrise nuovamente tra sè e, nuovamente, le stesse domande della sera precedente tornarono ad affollare il suo cervello. La partita era appena cominciata. Non restava che giocarla fino in fondo adesso. Non importa se bene o male, ma l'importante era giocarla. Era dentro e non poteva tirarsi indietro.
<<Se vuoi puoi essere il primo a scrivere>> scrisse Saraa tramite un sms, anche se le parole esatte furono: <<Se lo vuoi sbagnare..>>. Ma il senso è quello. <<Non sono ispirato!>> si limitò a rispondere Mongoose.
Passò un altro giorno. Qualcuno aveva già scritto qualcosa, mentre Mongoose ancora restava in silenzio, disteso a letto, a riflettere. Fu la mattina seguente che qualcosa cominciò a smuoversi. Forse ispirato dall'odore di frittura che saliva dal piano di sotto, o forse dalla pioggia che aveva contribuito a creare l'atmosfera giusta. Ma fu Sonia a dare l'input finale. <<Non hai ancora scritto nulla? Lo abbiamo già fatto tutti!>>. E così Mongoose si mise al pc e cominciò a scrivere, cancellare, riscrivere, correggere, aggiustare, ricancellare, aggiungere. Una parola dietro l'altra. Fino a quando bastarono due tasti ed un click del mouse (connessione tramite cellulare permettendo) per lasciare la sua impronta.
Saraa contro i mulini a vento
giovedì 29 agosto 2013
Uomo vs Natura. Cap.1 - Incontri ravvicinati del terzo tipo
Un bel giorno d'estate il piccolo Timmy uscì con suo fratello Jimmy per giocare ai giovani esploratori...una volta fuori dalla sua casetta buia la prima missione fu quella di salire le scale fino al soffitto...l'impresa si dimostró subito ardua per due giovani con gli arti ancora troppo corti per fare certi sforzi.dopo aver scalato la prima rampa Jimmy si voltó soddisfatto verso Timmy, tre scalini piu in basso, ma quello che vide fu la faccia terrorizzata del fratello e subito dopo più niente. ..un enorme zampa lo schiacció senza dargli il tempo dell'ultimo sospiro. Jimmy vide due esseri giganteschi. Uno dei due con una voce terrificante ordinava all'altro qualcosa di incomprensibile e l'altro, nonostante fosse più grande, obbediva senza indugio...Timmy riuscì a fuggire dopo una corsa a perdi fiato e si rifugió nella sua casa buia...raccontó tutto al suo vecchio nonno che con la sua voce gentile da scarafaggio gli spiegó:sono gli uomini Timmy, una specie infestate.
Baiafelice
Oltre il muro
Tante volte Saraa si ritrova sola davanti a quel muro bianco... a fissarlo e rimirarlo. Non è l'unico attorno a lei, ce ne sono almeno altri 4... quasi una piccola scatola bianca senza neanche una finestra.
Spesso quei muri stretti e vuoti la rendono triste. Si sente come in prigione... senza vie d'uscita!
Finché tutto il suo rimuginare non viene interrotto da qualcosa... oltre quel muro bianco e sterile Saraa sente un altro mondo... fatto di urla, voci, pianti e canzoni.
E allora quel triste muro, troppo vuoto, diventa un grande tela su cui dipingere e intrecciare mille racconti.
Chissà perché quel bimbo piange?
Chissà di chi è questa voce meravigliosa?
Sarà una mamma che cerca di calmare il suo bambino oppure sarà una giovane piccola donna che vuole coprire i suoi singhiozzi con questa melodia?
Adesso nella stanza Saraa non è più sola, ha intorno tante storie che rendono quel muro bianco un meraviglioso intreccio di vite e di colpo le sue giornate sono un po più leggere e colorate!
Così anche dentro la sua piccola scatola bianca, in apparenza così lontana dal mondo, Saraa sa che ogni giorno è diverso... che non saprà mai quale storia l'aspetta domani OLTRE QUEL MURO.
Dedicato a noi
La musica è emozione
La musica è emozione.